La
Ricchezza Nascosta
"Un gruppo di poche persone, giovani e meno giovani,
si riunisce in una stanza per trattare grandi questioni: si
parla di rinnovamento, nascono proposte, ma quel gruppo visto
dalla strada è una luce fioca che appena illumina un vetro
appannato"
"le città sono contenitori di progetti abbandonati,
poesie chiuse nei cassetti"
Ma oltre i gruppi esistono gli individui, coloro che pur
senza appartenenze, possono offrire il proprio personale contributo.
Una Metafora Cinematografica
"Entriamo in una casa, in uno dei condomini al centro
della città per raccogliere una testimonianza, intervistiamo
un uomo, usando una telecamera. Realizziamo una prima inquadratura,
un primo piano; l'uomo racconta qualcosa di sé, l'espressione
del viso concorda con le parole, sentiamo a questo punto la
necessità di trovare un legame tra quell'uomo e le cose che
lo circondano, realizziamo una seconda inquadratura più ampia:
un totale sulla stanza. Appare una vestaglia un po' logora,
poche foto appese, un grosso televisore acceso, nell'insieme
l'ambiente ci restituisce l'idea di una vita solitaria con
pochi affetti e molte consuetudini, l'intervista ci sembra
conclusa.
Usciamo dalla porta, scendiamo le scale, ci allontaniamo
dal palazzo, poi ci rendiamo conto all'improvviso di non essere
riusciti a realizzare un'ultima sequenza: un piano totale
dell'ambiente che descriva i percorsi delle scale, le luci
accese alle finestre, il rapporto con la strada. Proviamo
ancora a realizzare quell'inquadratura ma non troviamo un
senso, la scena ci appare deserta, vuota di legami. Dobbiamo
allora ricorrere ad un artificio: immaginare un set cinematografico
sotto quel palazzo e prefigurare innumerevoli incontri, le
luci che si accendono contemporaneamente, gruppi che lavorano
assieme e separati, un grande movimento in tanti spazi diversi.
Vediamo l'uomo guardare dalla finestra la strada animata
sotto i riflettori e ci accorgiamo che le figure che riempiono
la scena non sono attori professionisti ma persone che si
conoscono, i vicini di casa, i cittadini di questa stessa
città che hanno riconquistato uno spazio collettivo"
Questa visione "cinematografica" rappresenta il
senso politico del presente progetto, una prefigurazione ideale,
l'immaginario di orientamento che possiamo definire
attraverso alcune idee guida:
Attenzione per il legame
tra singolo individuo, micro-ambiente di vita (casa -famiglia,
luogo di lavoro, gruppo di amici) e comunità-ambiente (quartiere,
città) in una visione complessiva globale ed integrata (successione
di tre inquadrature di diversa ampiezza)
Necessità di organizzare
contesti con funzione di stimolo (set cinematografico) con
l'impiego di figure professionali (operatori, tecnici)
Valorizzazione delle risorse
non professionali di una comunità (attori: i vicini di casa)
Importanza dell'evento manifesto:
visibile, riconoscibile, restituito (l'illuminazione della
scena, la telecamera come strumento di restituzione della
memoria).
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